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Taccuino di viaggio Caracas, 7 Aprile 2008 Autore: link autore: Giusto il tempo di posare i bagagli dopo dodici ore di viaggio e subito mi sono ritrovato proiettato in una riunione di un battaglione socialista del costruendo PSUV (Partido Socialista Unido de Venezuela) nella parroquia (come a dire quartiere) de Los Ruices, zona di cosiddetta classe media, palazzoni di 20/25 piani ad uso abitativo che visti dall'esterno ricordano piú la periferia napoletana di Scampia piuttosto che un quartiere di ceto impiegatizio e di middle class - sempre per restare nel metro di valutazione partenopeo - come potrebbe essere il quartiere collinare dell'Arenella. In compenso il traffico é caotico uguale ma con le strade larghe il doppio o il triplo di quelle di Napoli. Il Battallon socialista 639 si incontra nell'edificio ex INCE nell'Avenida Francisco de Miranda, una delle strade caraqueñe principali. L'INCE corrispondeva grossomodo alla nostra scuola per l'avviamento professionale di un tempo. Oggi si chiama Scuola di Formazione Socialista, una scuola tecnica pubblica informata dai valori di cooperazione popolare, protagonismo partecipativo e solidarietá sociale. l'Istituto scolastico é ben riconoscibile da lontano da un enorme cartellone che lo sovrastata con il faccione sorridente di Ernesto "Che" Guevara affiancato da una scritta a caratteri cubitali "¡Patria, Socialismo o muerte Venceremos!". Non ti puoi sbagliare, c'é il logo del governo bolivariano, non sei a Cuba. Anche se, per fortuna, L'Avana non é lontana. El Battallon 639
é stato dedicato alla memoria del giovane di questa 'parroquia'
Marini Bottin, evidentemente di origine italiana, luchador social durante
la dittatura 'perezjmenista' http://www.efemeridesvenezolanas.com/html/marcos.htm Di ogni battaglione,
nominalmente, possono far parte 300/400 iscritti al Psuv nella zona
di appartenenza. Un battaglione di avanguardia si occupa di coordinare
ed organizzare le attivitá con l'obiettivo di coinvolgere un
numero di partecipanti sempre piú ampio. Alla riunione a
cui assisto si tratta di eleggere i dirigenti del coordinamento regionale
del Partito, ancora in fase di costruzione. Hanno preso al voto una
cinquantina di militanti o aspiranti tali, facenti parti di quella massa
di sei milioni ed oltre che - in tutto il paese - hanno fatto richiesta
di adesione. In Americalatina, e forse nel mondo, non si ha idea di
qualcosa di tali dimensioni; considerando che la popolazione totale
é di circa 25 milioni di abitanti. Piú che una
riunione di partito, come siamo abituati a pensarla noi, di formali
ed ingessati, sembra una surreale assemblea di condominio che si svolge
in una scuola. Surreale proprio perché composta da casalighe,
studenti, pensionati, lavoratori che non sembra abbiano alcuna intenzione
di alzare, fantozzianamente, sedie per darsele di santa ragione all'apartura
dei lavori. Anzi. Si respira un'aria da CDR cubani (i Comitati di Difesa
della Rivoluzione). Applausi, convivialiá, rispetto e considerazione umana. Proprio di ció di cui c'é bisogno, a dimostrazione che é possibile discutere e confrontarsi, essere anche in disaccordo ma ascoltandosi, magari facendo anche osservazioni improprie ed inopportune e si sá, solo chi non agisce é sicuro di non commettere errori. All'ingresso della Scuola di Formazione Socialista c'é la stazione della metropolitana Los Crujices, una rete metropolitana moderna e funzionale costruita con il contributo dei francesi e, in parte, anche degli italiani. Quattro linee in ulteriore espansione per ragguingere le principali mete della Gran Caracas. Sfortunatamete non si puó dire lo stesso dei trasporti pubblici si gomma e dei Taxi, a Caracas non esiste ancora una rete di trasporto pubblico di Bus, vera e propria, sono piccole o meno piccole cooperative a cui il governo rivoluzionario ha imposto il costo del biglietto a un bolivar e dieci centesimi. Da poco é stata introdotta la nuova moneta, il Bolivar Fuerte; ricordate il progetto di lira pesante di cui si ragionava una volta in Italia prima dell'introduzione dell'Euro? Stesso principio. Sempre su Avenida
Francisco de Miranda subito dopo la Scuola di Formazione Socialista
c'é la struttura dell'ex fabbrica tessile occupata, oggi ci sono
cooperative che producono i piú diversi prodotti, un consultorio
medico popolare e il nuovo mercato popolare pubblico, il Pedeval, gestito
dall'azienda di stato del petrolio, la PDVSA. Los Pedevalitos,
cosí chiamano i vari mercati di quartiere hanno affiancato i
Mercal, per rafforzare l'azione di contrasto dei grandi gruppi economici
del settore alimentario che hanno determinato una azione di sabotaggio
facendo sparire dagli scaffali dei negozi i beni alimentari di prima
necessitá é molto piú facile trovare latte
in polvere bielorusso che latte di mucche venezuelane... per
mettere in difficoltá il processo bolivariano. Quando un settore produttivo privato non funziona, mancando di soddisfare le esigenze della collettivitá viene espropriato e nazionalizzato. L'ultima in ordine di tempo ad essere nazionalizzato é stato il settore della produzione cementizia; in Venezuela si stanno costruendo case ed edifici in grande quantitá, con l'obbiettivo di eliminare i 'ranchitos', le baraccopoli che circondano Caracas e dove vivono, ancora oggi, centinaia di migliaia di senzatetto. Nei minicipi dove
governano gli oppositori, i rappresentanti dell'oligarchia, sorgono
come funghi americanissimi Mall, i centri commericiali, vere e proprie
cittá del negozio. L'economia é in forte crescita; pochi
paesi al mondo possono vantare un crescita a due cifre del PIL come
Cuba, la Cina, la Bielorussia, forse l'Iran ed il Venezuela, tutti paesi
considerati 'l'asse del male' secondo la politica estera di Washington. Murales inneggianti alla partecipazione, al protagonismo popolare, alla contraloria social, ai consejos de los trabajadores, al Poder Pupular, passando per i circoli ricreativi di scacchi, e, ovviamente, alla rivoluzione socialista, sono ovunque, quasi a fare a gara con la cartellonistica pubblicitaria mercantile che pure non manca. Da precisare che lo scenario classico, testé descritto, é quello di zone, di classe media ed alta, dove i movimenti bolivariani sono una netta minoranza! Qui a Los Ruices il movimento bolivariano non supera il 20/30 per cento. Qui vicino al Bar degli italiani si incontra Rocco, un settantenne emigrante lucano di Tricarico, amante della musica e del canto mi parla di Nilla Pizzi, Claudio Villa ed altri di cui non ricordo i nomi, come se li avesse sentiti poco prima alla radio, praticamente rimasto senza famiglia e che non naviga certamente nell'oro, non vede l'Italia da cinquan'anni; di se stesso dice di essere formalmente un semianalfabeta, ma autodidatta, ed é bello sentirlo parlare dei suoi studi sui giochi alternativi non-competitivi. Lui é convinto che sia importante educare i bambini e le giovanissime generazioni utilzzando il gioco e formarli facendoli tendere alla cooperazione, all'autonomia di pensiero e all'esperienza solidale e che i sistemi educativi debbano tenerne presente. Come non essere d'accordo? Le televisioni,
le radio ed i giornali, passano le interviste di Giordano Bruno Venier, Subito dopo la televisione pubblica trasmette un servizio sulla rete globale del Trueque e il sistema di scambio economico con l'utilizzo delle monete locali alternative, sistema che si va sviluppando soprattutto nelle comunitá rurali. Sicuramente dimentico
qualcosa che volevo socializzarvi, ma avró certamente occasione. Hasta pronto |